Avrebbe voluto che non fosse cambiato e non cambiasse mai, che nessuno cambiasse. Gli amici dovrebbero restare buoni amici, pensò, i nonni e i genitori dovrebbero vivere per sempre, e il paese dovrebbe svegliarsi ogni mattina lindo e sereno, e non come oggi, che pare un altro posto, un posto sconosciuto. Ma, lo sapeva anche se aveva solo undici anni, niente rimane uguale a se stesso, e i cambiamenti non sempre sono in meglio. (p. 79-80).
Nell’estate del 1969, nei giorni che precedono e seguono l’attesissimo sbarco sulla Luna, quattro amici undicenni assistono agli stravolgimenti nel loro piccolo paesino di campagna: improvvisamente i cani sembrano folli e mordono i loro padroni, un temporale di una furia mai vista devasta la zona, la terra emana un odore pestilenziale, due bambini scompaiono. Mentre i giornali e la televisione dicono che lassù, nello spazio, tutto è sotto controllo, a Lancimago tutto scappa di mano. Attraverso gli occhi di Enrico e la voce di suo nonno Siro, tornano alla luce antiche storie, vecchie rivalità e segreti nascosti, superstizioni e magie mai dimenticate.
Eraldo Baldini – Alessandro Fabbri, Quell’estate di sangue e di luna, Einaudi 2008, 255 p., euro 15.

