Archivio | 15:37

Tanti piccoli pezzi di me

24 set

Frannie vive con la madre e il nuovo marito di lei. Ogni mercoledì passa il pomeriggio a casa del padre, artista e scultore. Ma un giorno lo trova cadavere nel bagno. Lo shock della morte si manifesta nella paura che un minimo di distrazione possa uccidere: Frannie comincia a leggere tutte le scritte in caratteri piccoli (non vi diranno mai qualcosa di terribile in caratteri grandi) e a mangiare con piatti e posate di plastica. Il dentifricio, il detersivo per i piatti, la lacca: tutto può diventare pricoloso. Poi, mentre sgombra la casa del padre, trova una scatola di legno con 1000 pezzi di un puzzle fatto apposta per lei: è l’immagine di un paesino ligure – Vernazza – che le dirà molte cose. Intorno a lei la vita della sua famiglia, l’amica del cuore impegnata in una nuova storia d’amore, il ruolo di animatrice in un campeggio estivo. A tratti la narrazione pare perdersi: tanti argomenti, tanti spunti che si assottigliano per lasciare posto a nuove vicende. Ci sembra un peccato perché la figura di Frannie permette di affrontare molti temi. Il libro è comunque gradevole e quanto meno accattivante nel desiderio di sapere cosa nasconda davvero il puzzle.

L’autrice è sceneggiatrice, tra l’altro di alcuni film la cui regia è curata dalla sorella, Norah Ephron. Ha sceneggiato anche il film tratto da un best seller per adolescenti: Quattro amiche e un paio di jeans.

Delia Ephron, Tanti piccoli pezzi di me (trad. di Alessandra Milanese), Rizzoli oltre 2008, 286 p., 15 euro

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