Inserito da: Caterina | Martedì, 8 Luglio 2008

Gli effetti secondari dei sogni

Lou Bertignac, parigina, dodici anni, un q.i. altissimo, due anni avanti al liceo, una famiglia chiusa nel silenzio e nel dolore dopo la morte della sorellina. Una disadattata, una fuori posto, lontana dai suoi compagni di scuola quindicenni, che sente che le manca qualcosa rispetto agli altri. E una relazione su argomento a scelta da fare davanti a tutta la classe. Lou sceglie quasi per caso (perché non sa cosa dire, perché è terrorizzata dal dover parlare di fronte a un pubblico, perché il professore si aspetta una risposta) di analizzare la situazione delle donne senza tetto a Parigi e di intervistarne una. La sua vita si intreccia così a quella della giovane No, che vive alla Gare d’Austerlitz con il suo mondo racchiuso in un trolley. Una storia di amicizia tra due persone diverse, tra di loro e dagli altri. Una stupenda storia di formazione, di amicizia, di crescita, di speranza di poter cambiare le cose anche quando le cose sono come sono. Lou ricorda Oskar Schell, il protagonista di Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer: giovani voci che si interrogano, che ci interrogano, che ci mettono a nudo. Da leggere e da far leggere.

Il libro ha vinto il Prix des Libraires al Salone del Libro di Parigi 2008. Per conoscere l’autrice, ascoltate un’intervista, una seconda intervista, leggete cosa dicono del libro i librai francesi che l’hanno premiato.

Delphine de Vigan, Gli effetti secondari dei sogni, Mondadori 2008, 239 p., 18 euro.



Risposte

  1. Per caso dopo “Gli effetti secondari dei sogni” c’è un secondo volume, in cui continua la storia???

  2. Non esiste un secondo volume neanche in Francia, dove il libro è stato pubblicato lo scorso autunno. Forse il continuo della storia sarà semplicemente lasciato all’immaginazione di ogni lettore e alle suggestioni che il romanzo regala.


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