Inserito da: Caterina | Martedì, 17 Giugno 2008

L’uomo che corre

Un romanzo di formazione commovente. La storia di un incontro: tra Joe – 14 anni, un padre lontano, l’incubo dell’Uomo che Corre per le strade del suo quartiere – e Tom, il suo vicino di casa che di casa non esce mai, su cui tutti hanno una leggenda da raccontare, a cui il Vietnam ha cambiato la vita. Il pretesto è un compito scolastico: un ritratto eseguito dal vivo. Non solo il ritratto di un viso a matita e carboncino, ma anche di ciò che sta oltre il volto, oltre la superficie, oltre il silenzio di un uomo che cura bachi da seta costretti a vivere, come lui, per tutta la vita in una scatola. Un romanzo da prendere al volo, per la sua leggerezza e la sua profondità, per lo sguardo sulla vita, sul dolore, sulla presenza altrui, sulla capacità di vedere che fa di un disegnatore un artista, di un guscio vuoto un uomo. Perché “nella vita succedono tante cose… ognuno ha un bagaglio che deve portare con sé. A volte, però, il bagaglio è eccessivo, troppo brutto, e ti sovrasta, diventa ciò che sei, e tutta la tua vita si riduce a cercare di capire come trasportarlo. E nessuno ti vede, nessuno sa che ci sei tu, sotto il bagaglio… (…) diventa parte di te. O trovi un modo per trasportarlo oppure ti schiaccia“. E Joe dà voce a noi tutti: “Non pensa che qualcuno possa aiutarci a liberarcene… a trasportarlo?“. Da leggere. Non a caso il libro fa parte della collana Graffi i libri che lasciano il segno!

Per saperne di più sull’autore, visitate questa pagina.

Michael Gerard Bauer, L’uomo che corre, Giunti 2008, Graffi, 281 p., euro 6,90.


Risposte

  1. l’uomo che corre… in assoluto il più bel libro che abbia mai letto. ha suscitato in me emozioni forti…
    complimenti a M.G.Bauer

  2. stu libro all’inizio mi annoia…puo’ darsi ke sia interessante,mah.

  3. a ma sinceramente nn mi ha entusiasmato, l’ inizio era noioso…

  4. carino;però mi aspettavo qualcosa di più

  5. brutto schifosamente schifoso!!! se trovassi lA RECENSIONE SAREBBE MEGLIO!!!

  6. Cara Alessandra,
    se l’avessi letto non avresti bisogno della recensione ;-)


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