Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba

22 ott

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Che bello questo romanzo di Luisa Mattia che fila via veloce nella lettura e avvincente nella trama, ma soprattutto nella resa del protagonista, delle sue sensazioni e dei suoi sentimenti.

Il primo capitolo si apre a Milano, nella tarda primavera del 1918, presentandoci quattro amici in uscita dal cinema dove hanno appena seguito le imprese di Maciste alpino; poi il racconto se li lascia alle spalle per focalizzarsi su uno solo di loro, Beniamino, il cui padre è un aviatore impegnato in guerra da tre anni. Benni sogna di essere come lui, di compiere imprese eroiche, di difendere la patria anche a mani nude e scalpita perché ha appena sedici anni. Ma un vecchio foglio di identità, la somiglianza col padre e l’omissione della data di nascita danno gambe e piedi alla sua voglia di arruolarsi. Uscito di casa con una bugia senza salutare nessuno, Benni lascia la sua vecchia vita insieme agli abiti abbandonati in cantina per vestirsi con gli abiti paterni e si presenta al Distretto militare: è convinto che in famiglia gli perdoneranno tutto non appena avranno notizia delle sue eroiche azioni. Alto e robusto, fuori misura quasi per ogni divisa, abbattuto subito dall’iniezione del vaccino e incapace di fare centro al bersaglio, Benni non finisce in prima linea, ma in fureria a Fossalta di Piave, a contare le uova, i sacchi di zucchero e i rifornimenti vari. Qui conosce Hem, americano arruolatosi volontario e impegnato nel servizio di autoambulanza della Croce Rossa, che gli racconterà la guerra – quella vera che si combatte nelle trincee più avanti – e la vita. Perché Benni, uscito di casa al mondo per la prima volta, si scontra con la realtà di una guerra che ha solo immaginato e che è fatta di sangue, di pidocchi, di fame, di rumore e di dolore, ma si scontra anche con il primo amore della sua vita che rende luminosi e brillanti anche i giorni più difficili in cui il fronte arretra fino a travolgere tutti.

Il sito dell’autrice. Il blog dell’illustratore. Peccato che il sito indicato nella nota finale a proposito delle vicende italiane di Hemingway non sia al momento raggiungibile; trovate alcune notizie qui.

Il libro fa parte della serie “La Grande Guerra” che, in occasione dell’anniversario della Prima Guerra Mondiale, Piemme manda in libreria per ricordare questo momento storico attraverso gli occhi di protagonisti ragazzi. Per l’occasione viene felicemente riproposta la grafica (già utilizzata nella serie dei classici sempre Battello a Vapore) che vede in alcune pagine, a lato del testo narrativo, la presenza di brevi note storiche che spiegano, sottolineano, approfondiscono e aiutano a contestualizzare la storia.

Luisa Mattia – ill. di Matteo Piana – introduzione e approfondimenti di Paolo Colombo, Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba (con una nota storica di Luciano Tas), Piemme 2014, 186 p., euro 10, ebook euro 3,99

Cuori di waffel

21 ott

Più riguardo a Cuori di waffel

Ci sono cose che succedono all’improvviso e bloccano tutto. Capita così che un libro ti aspetti per tre mesi sotto il bancone di una libreria e, quando torni, ci sia una bellezza particolare nel sapere che è stato lì in attesa per tanto tempo, a covare la possibilità di essere letto. Recupero così, a cinque mesi dall’uscita, questo meraviglioso libro che ci dà ancora una volta un assaggio della capacità degli scrittori nordici di regalare una storia da leggere e consigliare e consigliare ancora confezionandola col quotidiano, con lo stupore, con la capacità di dire le cose grandi (si affaccia la morte di una persona cara tra le pagine, ma anche il dolore della distanza e l’incapacità di dire) in modo semplice e leggiadro.

Trille ha nove anni e vive nella minuscola Baia di Martinfranta con la sua famiglia, il nonno e un’incredibile vicina di casa di nome Lena che è anche la unica compagna femmina in una classe altrimenti maschile ed è un tornado. Lena ha sempre in mente qualcosa e trascina Trille in avventure tipo allestire un’arca in stile Noé (trascinando bestie varie tra cui coppie di insetti e una mucca), racimolare il denaro per comprare un nuovo pallone suonando per strada Bianco Natal in una calda e assolata giornata estiva, mettere un annuncio in bacheca per trovare un papà. Ogni volta i due ragazzini si mettono nei guai, si procurano ammaccature e fratture varie, promettono solennemente di non farlo mai più. Certo, come dice saggiamente il papà di Trille: “Tu e Lena non rifate mai la stessa cosa due volte, ne combinate sempre di nuove!”.

Così assistiamo al tentativo di Lena di farsi polena (anche se a disposizione c’è solo un canotto), di salvare un agnellino calandosi dall’alto come Gesù nel quadro a casa della zia, di salvare una vecchia giumenta costruendo una casa di riposo per cavalli e affini. Lena è battagliera, umorale, facile all’entusiasmo come a farsi scura in volto e se c’è qualcosa che non va non esita a tirare un pugno da manuale al compagno che la prende in giro. Trille le dà man forte e intanto la osserva: vorrebbe tanto che Lena gli dicesse che lui è il suo migliore amico, esattamente come lui sente per parte sua, per la sua metà. Lena invece è sbrigativa negli affetti, ruvida e insieme morbida perché tutto quello che non riesce a dire a parole lo esprime coi gesti, con l’irruenza, con l’impulsività.

I due protagonisti sono accompagnati nelle loro giornate da adulti che strizzano l’occhio, come il nonno con la sua motocicletta nella cui cassa èIMG_3043 possibile nascondersi e con il suo partecipare al gioco dei pirati, e la zia-nonna che cucina montagne di waffel e racconta le storie del tempo di guerra. Il tempo di Tille e Lena invece è quello di due bambini che vivono liberi e leggeri nel loro mondo, che passano i pomeriggi in mare, a scivolare sul bob oppure a inventare storie e suggestioni. E che hanno la fortuna di partecipare al raduno autunnale delle pecore (“è possibile essere più felici?” chiede Trille). E quindi questo libro è arrivato al momento giusto ;-)

Da non perdere. Proponetelo ai lettori dalla classe quarta della scuola primaria e anche agli adulti che vi stanno intorno: è una di quelle letture per cui si ride forte e insieme c’è profondità e bellezza. La bellezza della vita.

A proposito di Maria Parr. A proposito di Bo Gaustad.

Maria Parr – ill. Bo Gaustad, Cuori di waffel (trad. di Alice Tonzig), Beisler 2014, 164 p., euro 13

L’elefante un po’ ingombrante

20 ott

lelefante-un-po-ingombranteCosa pensereste se vi suonasse alla porta un immenso elefante blu che asserisce di esser stato adottato da voi e si installa in casa sentendosi subito a suo agio? Un elefante che vi apostrofa a ogni pie’ sospinto con un tonante “Citrullo!”, che allaga il bagno, che pretende il cibo subito pronto, che alla tv vuole vedere solamente i programmi sull’antiquariato? Ecco, non pensereste nulla se non sperare che il prossimo suono di campanello annunci l’arrivo della mamma o al massimo del postino. E poi, come Sam esausto davanti alla prepotenza granitica del bestione, correrete a leggere la nota stampata in piccolo su quel modulo che avete compilato alla fine della visita allo zoo…

Le illustrazioni di Tony Ross ci dicono tutto quel che il testo tace: particolari, espressioni, presunte conseguenze che i piccoli lettori con cui condividerete questa storia ameranno di sicuro. E occhio a quel che firmate ;-)

David Williams – Tony Ross, Un elefante un po’ ingombrante (trad. di Simone Barillari), L’Ippocampo junior 2014, 32 p., euro 12

Tante storie di…

16 ott

image“Tante storie di …” a scelta, bestie varie oppure maghi e principesse. E ancora dinosauri in quantità e poi gru, trattori, caterpillar per gli appassionati di mezzi di trasporto. I quattro titoli della nuova serie che arriva in libreria per Il Castoro fanno parte di un progetto più ampio a nome “L’oca blu”, curato da Emanuela Bussolati e rivolto ai lettori più piccoli. In questo caso, ecco dei cartonati dai bordi stondati, pagine flessibili e a prova di macchia e pappa che raccolgono ciascuno dieci storie brevi da condividere. L’idea alla base è infatti quella di offrire delle occasioni di lettura comune, dove i piccoli possano seguire tramite le illustrazioni la storia che l’adulto legge.

Un progetto tutto italiano; firmano i testi delle prime uscite Janna CarioliGiovanni Caviezel, Luisa Mattia, Guido Quarzo; le illustrazioni sono di Nina Cuneo, Gloria Francella, Laura Rigo e Febe Sillani.

Ogni volume costra euro 9,90.

Trevor

16 ott

9788817077132In una manciata di pagine densissime Trevor racconta, con dolorosa e ammirevole ironia, la fatica di vivere in famiglia e a scuola. Trevor è un entusiasta che si butta a capofitto nell’organizzazione dello spettacolo teatrale della scuola, adora Lady Gaga e compra un chilo di glitter e un body integrale nero per vestirsi come lei ad Halloween, sogna di diventare un grande artista e cerca di riprodurre “La morte di Marat” di David col sangue finto che ha acquistato in cartoleria. È entusiasta della sua nuova amicizia con il campione della squadra di baseball juniores e gli pare che meglio di così la vita non possa andare (anche se quando i suoi genitori collassano davanti alla tv lui può fingersi morto, non c’è verso di destare la loro attenzione).

Le sue passioni però fanno sì che i compagni comincino a lanciare allusioni e battute, ad allontanarsi, a ridere alle sue spalle. Trevor non se ne accorge, travisa, rinfocola. E così si trova appiccicata addosso l’etichetta di gay, in un crescere di tormenti e disagi che lo portano a tentare il suicidio (con l’aspirina, riuscendo a procurarsi solo un perpetuo mal di testa). Nonostante le vessazioni e le fatiche, Trevor conserva briciole del suo vero essere e dell’entusiasmo che lo contraddistingue, riuscendo a capire l’importanza di una mano tesa e mantenendo i propri interessi, intanto fino al sabato successivo (c’è un concerto di Lady Gaga, diamine!). Insomma, giorno per giorno, piano piano.

Il sito dell’autore. The Trevor Project fondato nel 1998; il progetto è nato dallo spettacolo e successiva versione video che Lecesne ha scritto, vincendo anche l’Oscar come miglior cortometraggio; si occupa di fornire assistenza e aiuto a giovani lesbiche, gay, bisessuali, transgender che possono rivolgersi telefonicamente  a questo servizio.

Questo romanzo ha al centro un tema importante e lo tesse direttamente all’interno della trama facendo partecipe il lettore di una buona storia, non costruita, come succede anche in Alex & Alex. È ovvio che tratta di un tema importante e che, nascendo da altre esperienze, si rimandi al progetto a cui è legato e se ne racconti la storia. Io però sinceramente avrei fatto a meno delle prefazioni, ben due, che riprendono i temi, sottolineano, ribadiscono. Una buona storia non ne ha bisogno. Una buona storia ti racconta e ti fa partecipe e ti dà ali per approfondire, se ti va. Altrimenti si rischia l’effetto “ho un problema, dammi un libro” oppure “tal libro per tal occasione” di cui tanto ci lamentiamo di fronte alle molteplici richieste che legano un libro alla necessità di parlare per forza di un certo argomento piuttosto che di un altro.

James Lecesne, trevor (trad. di Giordano Aterini; prefazioni di Carlo G. Gabardini e David Levithan), Rizzoli 2014, 108 p., euro 11, ebook euro 5,99

Ivar e Svala fratelli vichinghi

14 ott

9788858112731Laterza manda in libreria una nuova collana dedicata ai ragazzi che prende il nome dal Celacanto, il pesce preistorico dato per estinto e invece semplicemente nascosto agli occhi di tutti e ricomparso quando nessuno se lo aspettava. La collana, allo stesso modo, vuole mettere sotto gli occhi dei ragazzi lettori delle storie che vengono dal passato, ma che sono appetibili anche oggi e corredate da illustrazioni. Il formato e appunto le illustrazioni inseriscono di diritto questi libri tra gli illustrati da proporre subito anche ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado, andando contro – come più volte già abbiamo detto – a certi pregiudizi degli insegnanti che ritengono un albo di grande formato solo destinato ai più piccoli.

L’incipit di “Ivar e Svala” sembra fatto per essere letto ad alta voce e quasi suscitare l’immagine della nave che descrive, uno knarr che viaggia vicino al Polo Nord, e della spiaggia su cui la nave deve approdare, dove un uomo ha acceso delle torce per segnalare la giusta direzione. L’uomo è Fulberth, che poche pagine più avanti darà voce a tutta la sua abilità narrativa per raccontare ai due fratelli protagonisti la storia vichinga. Fulberth narra accompagnandosi con canti e mappe, tracciando percorsi, ricordando episodi storici e riprendendo le figure di Odino, di Thor e la mitologia norrena. Fulberth narra per dare ai due ragazzi un passato e spingerli verso il futuro. E intanto il lettore conosce l’epopea vichinga e le caratteristiche di quel popolo (le tradizioni, la mitologia, l’arte della navigazione e quella della forgiatura dei metalli, la passione per i soprannomi).

In chiusura una brevissima nota storica parla del wic, insediamento in stile islandese, scoperto nel 1960 dall’esploratore norvegese Helge Ingstad e dalla moglie Anne nella parte settentrionale dell’isola di Terranova.

Il sito di Lucio Villani. Il sito di Franco Cardini. La pagina FB della collana Celacanto.

Franco Cardini – ill. Lucio Villani, Ivar e Svala fratelli vichinghi, Laterza 2014, 62 p., euro 18

Nati liberi

13 ott

nati liberiIo non dovrei parlare di questo libro. Secondo la regola di casa per cui non si ostenta e non si celebra quel che si fa e visto che la regola si estende anche a quel che è prossimo e vicino, non dovrei parlarvi di questo libro. Perché l’ho visto crescere, farsi trama nel senso quasi concreto della parola, dove trama non è l’insieme delle vicende che la storia racconta, ma piuttosto l’insieme dei fili che fanno un tessuto. L’ho visto farsi esattamente come si vede procedere un lavoro a maglia, come si crea una stoffa: mi si è fatto sotto gli occhi, parole raccontate, parole a video o a voce proprio come il tessuto da un telaio, brani che si rincorrevano nel freddo dell’inverno quasi avessi un abbonamento punico che dava vita ad una storia.

Siccome però qui si parla di libri buoni, di storie da proporre e consigliare, allora eccolo, proprio perché è uno di quei romanzi che piaceranno anzitutto ai ragazzini di fine scuola primaria che hanno passione per la storia e sarà il modo per proporre loro un racconto che inserisce al suo interno parti di spiegazioni storiche senza appesantire affatto la narrazione.

Siamo al tempo della seconda Guerra punica, la storia comincia nel 222 d.C. sulla costa sud-occidentale della Sardegna dove c’è sempre il vento che muove il mare e dove spesso giocano due fratelli, Bostare e Giscone, a tirar sassi, a rincorrersi. Sono sardi solcitani e vivono sotto la dominazione di Roma, sostituitasi a Cartagine. Ma sulle loro coste compaiono spesso i pirati, che fanno razzie di tutto, persone comprese: è Bostare a essere rapito a quattordici anni, venduto a un mercante di schiavi numide e poi a un cavaliere romano. In nome del giuramento fatto – di cercarsi ovunque e comunque e ritrovarsi – il fratello parte: è un viaggio attraverso terre, popoli e lingue, da Tharros a Cartagine, sui Pirenei e sulle Alpi nell’esercito di Annibale, scendendo verso il Trebbia e poi Genua e Sulki a chiudere il cerchio di una libertà ritrovata. Un viaggio di sensazioni  (il vento addosso, la poltiglia della neve che fa scivolare, il ghiaccio delle montagne), di racconti e di incontri tra persone provenienti da luoghi diversi e da condizioni differenti che segnano a modo loro la strada che realizza la promessa.

Il sito e il blog dell’autore. Il sito dell’illustratore.

Anselmo Roveda – illustrazioni Sandro Natalini, Nati liberi, Fatatrac 2014, 96 p., euro 5,90

Hank Zipzer e i calzini portafortuna

11 ott

zipzer calziniZipzer per questo blog è quasi un’eccezione: raramente recensiamo un titolo di una serie se non il primo, ma probabilmente questo caso sta a dire che – in un momento in cui, specie per certe età, si è sommersi dalla serialità – esistono serie di qualità che libro dopo libro continuano ad appassionare, a far venire voglia di dire “Leggilo!” e di aspettare il successivo (che per altro in questo caso arriverà a novembre e avrà un’ambientazione newyorkese).

Dopo la prima, la seconda e la terza avventura, dopo essersi districato tra pagelle e iguane, polpettoni e inondazioni, torna per il quarto episodio l’ormai noto Hank Zipzer, alle prese col suo essere un disastro anche nello sport. È imbarazzante, dice Hank: imbarazzante il non riuscire a coordinare le mani, non sapere lanciare la palla, non sapere colpire con la mazza e nemmeno afferrare. Insomma, Hank è un disastro a giocare a baseball. Fino al giorno in cui, a corto di calzini e in ritardo per l’appuntamento di allenamento col nonno, Hank afferra al volo un paio di calze della sorella. Rossi con delle scimmie rosa: imbarazzanti anche loro, ma potenti. Quando li indossa Hank non sbaglia un lancio. I calzini – insieme alla rivalità con quel cervellone della sorella – gli danno la sicurezza necessaria per candidarsi a far parte dell squadra di baseball alle olimpiadi scolastiche, quella guidata dall’amica Ashley, prima allenatrice femmina nella storia della loro scuola.

Ma anche la sorellina ha bisogno di quelle calze per la gara di Spaccacervello e guarda caso le due competizioni si svolgono in contemporanea… Questa volta Hank affronta i limiti, la rivalità tra fratelli, il sentirsi sempre un po’ inferiore, i dilemmi della superstizione (basterà il suo cane a sostituire i calzini?) e la potenza che deriva dal sapere che qualcuno è certo che tu ce la farai.

Ancora una volta un romanzo ironico e non scontato. E per fortuna sappiamo che di avventure di Hank Zipzer ce ne sono ancora e ancora!

Hank, come sappiamo dalle precedenti avventure, è dislessico: in questo libro, si prepara a una verifica di scienze sociali sfogliando il libro e ascoltando il testo registrato nell’audiolibro. Il romanzo è un’edizione ad alta leggibilità: corrisponde alle precise caratteristiche (impaginazione, font, editing dei testi) di cui Uovonero, insieme a altre case editrici come Biancoenero e Sinnos, ha cura per dare a tutti la possibilità di leggere.

Henry Winkler – Lin Oliver – ill. di Giulia Orecchia, Hank Zipzer e i calzini portafortuna (trad. di Sante Bandirali), Uovonero 2014, 205 p., euro 12

Pupupidù. Orsi in pista

9 ott

9788857007908Dopo Una canzone da orsi ecco una nuova avventura per Orsetto che in una bella mattina di primavera decide di fare un giro e cammina cammina non solo per sgranchirsi le zampe dopo il giusto letargo, ma soprattutto perché è curioso curiosissimo e a questo giro le pagine offrono, dietro le fustelle, particolari che invitano ad andare avanti. Qualcosa che occhieggia in fondo al bosco o dietro una tenda, un buco in cui infilarsi, una scatola in cui mettere il muso. Così dal bosco si passa ad una grotta e poi al circo dove il suo sempre sorprendente papà non perde occasione per esibirsi. In questo albo però conosciamo tutta la famiglia di Orsetto, formata da equilibristi perfetti che cedono volentieri al sonnellino quando è l’ora.

Ancora una volta Benjamin Chaud offre ai lettori un libro “da tappeto”, occasione per una situazione in cui mettersi comodi comodi e osservare tutti i particolari e le storie parallele che sono seminate tra le pagine. Possiamo scegliere percorsi diversi per leggere e rileggere, soffermandoci su facce, costumi, colori e situazioni. Imperdibile il sonno congiunto della famiglia primitiva addosso al mammut!

Benjamin Chaud, Pupupidù. Orsi in pista (trad. di Margherita Vecchiati), Panini 2014, 28 p., euro 14,50

La volpe e il polledrino

8 ott

Volpe-e-polledrinoDurante la detenzione nel carcere di Turi per opposizione al fascismo Antonio Gramsci scrive una raccolta di novelle e lettere dedicate ai figli, dal titolo “L’albero del riccio”. L’opera, già edita, negli anni Sessanta, raccoglie favole di animali e briganti, storie di povertà e vita quotidiana, di semplicità e fierezza sullo sfondo di un’isola amatissima, la nativa Sardegna.

Tratto da questa raccolta, la casa editrice Topipittori ha recentemente pubblicato il racconto “La volpe e il polledrino”, con le illustrazioni di Viola Niccolai.

Si tratta di un albo illustrato con un contenuto apparentemente semplice ma inteso e ricco di poesia tale da meritare una veste di unicità, anche grazie alle tavole della giovane (classe 1986) ma molto promettente illustratrice.

Si racconta dell’eterna lotta degli animali per la sopravvivenza, della volpe che cerca di sbranare il puledro appena nato e della cavalla che lo difende, improvvisando una continua ronda intorno al suo piccolo. Talvolta la volpe riesce lo stesso ad avvicinarsi e a mangiare la coda e le orecchie del puledro ancora molli molli ed è per questo, dice l’autore, che alle volte si vedono cavalli così, perlopiù usati come bestie da trasporto da venditori ambulanti. Uno di questi, in particolare, evidentemente molto affezionato al suo animale, affinché i bambini non gli dessero noia, si preoccupava di attaccargli coda e orecchie finte.

Questa è la premessa ma il cuore del libro riguarda la volpe, vera protagonista. Animale pieno di coraggio, non si spaventa davanti a Gramsci bambino e ai suoi amici, ma rimane al suo posto mostrando denti e sguardo fiero, la coda dritta come una bandiera, il pelo fulvo. La volpe non teme neppure i bastoni che le vengono puntati contro, come a mimare armi pronte a colpire; scapperà soltanto all’udire di una vera fucilata, sparata nell’ombra da uno sconosciuto. Andandosene così, perché costretta, lascerà dietro di se un ricordo indelebile. Anni dopo, pagando con il carcere la coerenza delle proprie idee, Gramsci racconterà questa storia ai figli che non avrà più modo di rivedere. Forse perché conosciamo la Storia (quella con la S maiuscola) questo piccolo racconto ci comunica una lieve malinconia. Per la mia bambina è stato invece un modo per entrare a contatto con un animale che non ha mai visto dal vivo, solo di sfuggita, una volta, in montagna.

Il sito dell’illustratrice.

Antonio Gramsci – Viola Niccolai, La volpe e il polledrino, Topipittori 2014, 40 p., euro 18

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